Corpo e Benessere, Psiche e Mente

Adattamento: una funzione vitale

Adattamento NON significa adeguarsi in modo passivo alla situazione, ti spiego perché è una funzione vitale.

L’adattamento è una forma di intelligenza che ci permette di mantenere un equilibrio (omeostasi) anche quando le variabili in cui siamo inseriti si modificano. L’equilibrio per noi è fondamentale: il cervello e il nostro corpo in generale tendono verso il mantenimento di uno stato perché ciò garantisce un minor dispendio energetico.

Il cambiamento, quindi, richiede di mettere in campo delle risorse per poter ricreare uno stato di benessere e tornare al dispendio energetico minimo, sia fisico che psichico.

La maggior parte dei movimenti di adattamento corporei sono automatici e al di fuori della nostra coscienza. Pensiamo a come le pupille si allargano e restringono a seconda del livello di luminosità. Altri richiedono un intervento consapevole come quando sostituiamo il copriletto con il piumone perché sentiamo freddo di notte.

Se l’adattamento fisico è per lo più automatico, quello psicologico ci richiede uno sforzo in più e, a volte, non ci troviamo nelle condizioni di soddisfarlo rimanendo bloccati in situazioni di disagio.

Ma come avviene il processo di adattamento? Quali strumenti possiamo adottare per facilitarlo?

La psicologia ha studiato molto la funzione di adattamento. A partire da Darwin è stato evidente come l’adattamento fosse vitale per la sopravvivenza della specie. Tra le tante ricerche fatte e le varie teorie esplicative, prendo in prestito la teoria dello psicologo Jean Piaget. Piaget si è occupato molto della psicologia dello sviluppo, in particolare quello cognitivo. Riguardo il processo di adattamento aveva individuato due processi: assimilazione e accomodamento.

L’assimilazione è la capacità di intercettare, selezionare e acquisire nuovi stimoli ampliando così le nostre conoscenze sul mondo e i nostri schemi mentali. Quando osserviamo il mondo circostante notiamo subito dettagli a noi nuovi. Pensiamo alla meraviglia dei bambini quando stanno conoscendo il mondo e a come si attivano quando notano una diversità. Ricordo lo stupore di un bimbo molto piccolo quando aveva notato le mie unghie colorate di verde, mi ha preso le mani e le ha studiate con attenzione.

L’accomodamento arriva successivamente e riguarda la modificazione dei nostri schemi mentali e, di conseguenza, di quelli comportamentali per rispondere al cambiamento delle condizioni di vita. Un esempio semplice: quando si cambia casa le nostre abitudini si stravolgono. Nonostante siano passati anni dal mio ultimo trasloco, a volte cerco l’interruttore della luce della mia camera dal lato sbagliato (nella casa precedente era a sinistra mentre ora è a destra). Quando viaggio con il pilota automatico si rivela questo “bug” del mio cervello che non ha ancora sostituito il vecchio schema di comportamento in modo stabile.

Faccio un altro esempio concreto: se cambiamo lavoro o scuola, avremo un momento di osservazione per assimilare le informazioni necessarie sul luogo, i percorsi, le persone, le regole (esplicite e implicite) le modalità di relazione ecc. In seguito, attiviamo in modo istintivo e automatico per alcuni aspetti, un po’ meno per altri, il processo di accomodamento.

Non significa stravolgere completamente il nostro equilibrio, ma a partire questo,

apporteremo delle modifiche graduali che ci faranno sentire più comodi e a nostro agio nel nuovo ambiente.

Oggi è l’equinozio di autunno e ciò significa che è in atto il passaggio dalla stagione calda a quella fredda. Il corpo subisce lo stress dei cambiamenti del tempo e la mente deve ritornare “sul pezzo” dopo il rallentamento tipico dell’estate. Cambia la quantità e il tipo di luce durante la giornata, si modificano le temperature, il livello di umidità ecc. Il nostro corpo è chiamato a riadattamenti che per qualcun* possono risultare poco dispendiosi, per altri invece può essere un momento di maggiore fatica. Ogni sistema nervoso (il nostro computer centrale) ha caratteristiche un po’ differenti dall’altro e può essere più o meno sensibile ai cambiamenti. Ognun* ha livelli percettivi diversi, per questo vediamo per strada persone in maglietta e bermuda mentre altre con giacchette e foulard al collo.

Se sei tra quell* che arrancano un po’ in questo periodo hai bisogno di prenderti un po’ più cura di te stess*, del tuo riposo e delle fonti di ricarica.

Ci sono strumenti che si possono mettere in campo per aiutarsi?

Certamente! Tutto ciò che aiuta a regolare il sistema nervoso agevola il processo di cambiamento perché lo rende più flessibile e responsivo.

Inoltre aumentare la consapevolezza rispetto alle percezioni corporee e alla gestione dei propri pensieri permette di cogliere più prontamente i segnali di disagio che sono il preludio alla necessità di cambiamento. Aiuta anche ad accogliere ciò che viviamo senza opporre resistenza ma attivando una risposta sana e rapida che ci permette di mantenere il nostro equilibrio, e quindi benessere, senza dover passare attraverso cadute e riprese.

Qui trovi molti articoli che ti spiegano quali strumenti puoi allenare per il tuo benessere e puoi anche iniziare un percorso con noi attraverso i nostri scorsi.

Buon adattamento a tutt* e buon autunno.

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About Simona Di Carlo

Sono laureata in Psicologia e specializzata in Psicoterapia individuale e di gruppo. Nel lavoro con i pazienti integro la psicodinamica con altri approcci quali Mindfulness, la gestione del trauma con la tecnica EMDR e altre tecniche psico-corporee.

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